Villa Campo
L’opera è stata progettata nel 1991, la realizzazione è avvenuta in diverse fasi; nel 1992 si realizza la struttura ed il giardino con la messa a dimora delle piante, negli anni successivi si definiscono i volumi, nel 2008 si completa la casa ad eccezione dello spazio forno e piscina, la villa si trova nel Comune di San Biagio Platani, in Sicilia, provincia di Agrigento. L’opera si adagia su una collina orientata verso sud, dispone di un grande spazio verde, distante dal centro urbano, domina dall’ alto la valle, con lo sguardo rivolto verso i paesi limitrofi, dove il paesaggio diventa scenario di progetto, il giardino è stata ricoperto da un bel prato erboso e da diverse varietà di piante, quali; ulivi, palme, arbusti e piante grasse. La casa entra in relazione con l’esterno in maniera diretta, progettando l’abitazione si è progettato anche il giardino, dove gli spazi verdi diventano la continuità della casa, è stata ricavata anche una piscina con annesso spazio forno e cucina all’aperto. Questo interagire tra costruito e vegetale definiscono il carattere forte della casa, l’idea era di realizzare un’opera pensata come una macchina semplice nell’uso e nella sua fruizione, ma complessa nei suoi contenuti perché….…Vivere una casa, è un’occupazione a tempo pieno, dove l’ambiente oltre viverlo, deve trasmettere quel piacere di soggiornare, è dare quel senso di benessere. L’idea della casa è l’idea della città, dove nel suo interno, bisogna tener conto di tutti i bisogni e le necessità dell’ uomo, costruire a sua misura, seguendo le indicazioni del fruitore, creando luoghi di incontro con i propri simili. Il desiderio e la ricerca di continuità tra interno ed esterno è stato realizzato creando diverse corti aperte che si pongono come spazi mediatori, tra il giardino e la casa, dove con il continuo mutare della luce, questi spazi assumo sempre una connotazione diversa, questi spazi creano pause, smaterializzano la casa e seguono il legame tra la dimensione dell’interno e la complessità dell’esterno. Il progetto si sviluppa lungo un viale che porta in una corte esterna, dove troviamo il garage, si prosegue per arrivare in una piccola corte absidata con seduta in maiolica e pergolato, questo spazio diventa il living della casa, un taglio in doppia altezza sulla parete in tufo segna l'ingresso principale dell'abitazione, a piano terra troviamo il soggiorno in doppia altezza, la cucina, la camera matrimoniale, il grande bagno e due piccole camere da letto singole, al secondo piano c’è lo studio e una camera da letto per gli ospiti, abbastanza autonoma dal resto della casa. La costruzione della casa è stata seguita dal proprietario stesso, la cui presenza in cantiere ha reso il percorso ricco di confronti, creando particolare emozione al cliente nel corso della realizzazione. La prova più difficile da affrontare è stata quella della progettazione del sistema del superamento dei dislivelli tra i vari ambienti, dove rampe e scale, raccordano le diverse quote della casa e del giardino, particolare attenzione è stato rivolto all’uso dei materiali ed ai dettagli costruttivi, diversi volumi della casa, sembrano sprofondare nel terreno, mentre altri come se fossero spinti all’esterno da una forza del sottosuolo, la parte basamentale del fabbricato in gres, di colore verde acqua marina, crea continuità tra spazi chiusi e aperti, mischiandosi con il colore della piscina. Il desiderio di variabilità nei volumi, è stato generato dalle masse monocromatiche, con percezioni contrastanti dei diversi materiali usati. I diversi ritmi formali; una parte più geometrizzata ed una più irregolare, le pietre, ampiamente usati nell’involucro ora flessuoso ora spigoloso del complesso, qui assumono oltre una pura funzione di rivestimento un gioco composito, alternandosi a materiali come la ceramica, il tufo, il mosaico, ecc. L'aria che si respira è estremamente giocosa, il progetto appare ora come un enorme giocattolo, frutto di un'instancabile operazione di ricerca e regole ben precise. L’opera scaturisce da un sapiente gioco nel rispetto delle norme progettuali: la fantasia nasce e si forma dalla sperimentazione, non si può fantasticare in astratto. Logica, deduzione è il rispetto delle norme, diventano stimolo creativo dell’opera, come la realizzazione del garage interrato. Nel percorso progettuale dell’organizzazione spaziale si è pensato ad un’opera fatta per l'uomo, si è voluto plasmare l’opera alla sua funzione ed al suo contesto per trasmettere quel senso di giocosità, assumendo una elegante forma scultorea. Attraversato i diversi spazi, i diversi diaframmi vetrati nelle diverse ore del giorno, lo spazio cambia in ogni istante, all’interno dell’opera si è avvolti dal calore della luce, che prevale nel volume centrale del soggiorno, “la grande piazza”, ventre accogliente in pietra tufacea, dove al suo interno si specchiano tutti i volumi dei vari ambienti della casa, ognuno con la sua cromaticità e riflessione. Il volume centrale sembra un vero e proprio palcoscenico, dove i diversi attori, (volumi) sono soggetti dello spettacolo architettonico, dalle vetrate è possibile cogliere la complessità dell'edificio, i volumi si affacciano all'interno, creano un flusso continuo di energia. L'intervento ha le dimensioni di un progetto urbano e come tale, data la sua portata, andrà a costituire una nuova parte di città. La villa costituisce un esempio delle città dei borghi, dove, l’accostamento dei diversi elementi, rende ancor più evidente la diversità del metodo progettuale, malgrado la loro diversità, hanno qui piena conferma architettonica. Muovendosi nello spazio l'architettura cambia, sembra possedere una sua vitalità che la fa scuotere. Infatti, osservando la parte più geometrica dell'edificio si ha la sensazione che questo sia in uno stato di quiete apparente. Quiete immediatamente rotta non appena si oltrepassa una soglia ideale. Come se fossero innati due movimenti: uno dovuto al carattere scultoreo dell'edificio ed uno dovuto al sottile accorgimento nell'utilizzo del materiale. Bisogna guardare la città come luogo di crescita e d’esperienza; pensare a spazi per l’uomo con gli occhi dei bambini, dando spazio alla fantasia e alla creatività. Noi architetti dobbiamo mostrare una rinnovata e maggiore capacità di ascoltare i soggetti fruitori delle loro opere di architettura e attraverso un’azione progettuale più riflessiva e consapevole dei bisogni dei cittadini, si possa dare qualità e vivibilità alle nostre città.

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